Fatti Veloci sulla Subarmalis
Forma: Giubbetto trapuntato senza maniche o con maniche corte, spesso fornito di strisce (pteryges).
Utenti: Praticamente tutti i ranghi, dai semplici legionari agli ufficiali superiori e ai generali.
Materiale: Strati di lino, lana, feltro o cuoio.
- Funzione: Attutire i colpi, prevenire le abrasioni e aumentare il comfort nel portare le pesanti armature.

Introduzione
Nell'esercito romano, indossare un'armatura era una parte essenziale della protezione. Meno noto è il fatto che sotto di essa veniva praticamente sempre indossato un indumento protettivo speciale: la subarmalis o la thoracomachus.
Questi capi di abbigliamento trapuntati hanno giocato un ruolo cruciale. Hanno formato il ponte necessario tra il duro metallo dell'armatura e il corpo del soldato, aumentando sia la sicurezza che la resistenza sul campo di battaglia.

Cos'è una Subarmalis?
Il termine subarmalis deriva dal latino sub (sotto) e armus (spalla), che significa letteralmente "indumento indossato sotto la spalla". Sebbene il nome sia raro nei testi antichi, innumerevoli sculture e reperti archeologici provano che questo capo era ampiamente diffuso.
Protezione dall'impatto e dall'abrasione
Sebbene armature come le cotte di maglia fossero molto efficaci contro i tagli e le punture, offrivano poca protezione contro la forza di un colpo. La subarmalis funzionava come una sorta di ammortizzatore, paragonabile a una gambeson medievale. Poteva attutire l'impatto dei colpi e contemporaneamente prevenire che parti metalliche allentate, come gli anelli di una cotta di maglia, causassero ferite.
Un autore militare dell'Oriente romano del tardo periodo romano (possibilmente Giustiniano) affermava che l'armatura non doveva essere indossata direttamente su abiti ordinari, ma su un indumento speciale che fosse spesso almeno un dito. Ciò dimostra che la subarmalis doveva essere spessa almeno 1-2 cm, abbastanza per offrire protezione e comfort.
La Thoracomachus: Un'Alternativa Denominazione?
Il termine thoracomachus è estremamente raro e appare solo in alcune fonti specifiche. In questo contesto viene descritto come un indumento protettivo in feltro e cuoio. La maggior parte dei ricercatori moderni concorda sul fatto che il thoracomachus e la subarmalis in realtà si riferiscono allo stesso tipo di indumento protettivo funzionale, con l'obiettivo sempre di ridurre i danni diretti causati dall'armatura a chi la indossa.

Uso e Rango all'Interno dell'Esercito
La subarmalis veniva indossata da praticamente tutti i ranghi, ma l'esecuzione variava notevolmente a seconda dello status:
Legionari e Auxilia: Indossavano versioni semplici in lino o cuoio, funzionali e senza ornamenti.
Centurioni e Signiferi: Le loro subarmales erano spesso più riccamente decorate con doppie file di pteryges (strisce protettive) sulle spalle e sui fianchi.
Legati e Generali: Indossavano le varianti più lussuose, spesso con tre file di pteryges, frangie decorative e a volte anche piccole piastre metalliche.
Svantaggi: Calore e Ventilazione
Sebbene la subarmalis fosse indispensabile per la sicurezza, il materiale spesso causava una scarsa circolazione dell'aria. Soprattutto nei climi caldi, il surriscaldamento era un rischio maggiore del peso dell'armatura stessa. Alcuni soldati scegli quindi di omettere la subarmalis, nonostante i manuali militari lo sconsigliassero vivamente.
Fonti Archeologiche e Visive
Poiché i tessuti e il cuoio raramente sopravvivono al passare del tempo, la nostra comprensione della subarmalis dipende dall'arte scultorea:
Lapide di Marcus Favonius Facilis: Mostra un centurione con una fila chiaramente visibile di pteryges sotto la sua armatura.
Basilica di Giuliano (Corinto): Qui sono state trovate immagini di ufficiali superiori che indossano indumenti subarmalis molto dettagliati con più strati di strisce decorative.
Nella moderna rievocazione storica, questi pezzi vengono ricostruiti con strati di lino e imbottitura di lana per riprodurre l'autenticità dello spessore e del fattore di protezione degli originali romani.
Riepilogo
La subarmalis e la thoracomachus erano gli eroi silenziosi dell'equipaggiamento romano. Offrivano l'attenuazione necessaria contro i colpi che rompono le ossa e rendevano possibile indossare comodamente chilogrammi di metallo per ore. Che si trattasse di una versione semplice in lino per un fante o di una variante ricca di cuoio per un generale, questo indumento formava la connessione essenziale tra uomo e macchina.
Link Interni
La Lorica Hamata: La Cotta di Maglia Romana Indistruttibile
Lorica Segmentata & Manica: L'Armatura a Piastre Romana
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Gambeson: armatura trapuntata medievale e protezione